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TV Indie x Hipster: l’ultima trovata si chiama The Great Indoors

the-great-indoorNeologismo nato in America intorno agli anni Quaranta per descrivere giovani appassionati di bebop, nel corso del tempo il termine hipster ha visto mutare il suo primordiale significato, assumendo connotazioni diverse a seconda del periodo storico e della zona geografica. E’ stato spesso aggiornato e riadattato fino a quando, nel 2010, non è stato ‘prepotentemente’ rilanciato, creando addirittura una vera e propria “Generazione hipster”.

Sei un Hipster? Vuoi diventare un Hipster?

Sembra tutto molto semplice. In rete esistono dei Tutorial per giovanissimi nei quali, punto per punto, vengono indicate tutte le caratteristiche che un hipster deve assolutamente possedere e tutte le attività alle quali, in qualche modo, l’hipster ‘deve’ adempiere.

Tra le tante attività elencate (dopo circa 30 passaggi ci si può considerare hipster a tutti gli effetti!), una molto curiosa è quella che riguarda le Serie TV: un hipster, insomma, deve sempre essere aggiornato sulle ultime Sitcom televisive americane; rigorosamente indie, alternative.

Sarà per questa ragione che, sempre di più, veniamo bombardati di serie televisive statunitensi dedicate al mondo dei giovani bohémien (che poi – paradossalmente – sono i Millennials, come fa notare Megan Koester nel sul articolo su The Guardian), sulla scia del successo di Girls o Broad City.

Una delle ultime Serie TV che ha tentato di corteggiare – invano – i nostri ‘giovani alternativi’ è stata Search Party, una commedia drammatica di TBS (dieci episodi, disponibili online, mandati in onda lo scorso 21 novembre) su cinque ventenni newyorkesi completamente assorbiti dal proprio mondo che si ritrovano coinvolti nel mistero che aleggia attorno alla scomparsa improvvisa di una loro collega universitaria.

Secondo alcuni critici il telefilm sembra, a volte, la versione meno cinica di Law and Order.

I personaggi appaiono quasi come fantocci, come una caricatura dell’uomo reale; sono ossessionati dalle proprie paure e dai propri obiettivi, presupponendo quindi che i giovani ‘insofferenti’ di oggi sono persone introspettive e unidimensionali, poco interessate alla vita che le circonda.

Seguendo questo modello, l’ultima trovata in campo televisivo si chiama The Great Indoors, una Sitcom della CBS ideata da Mike Gibbons che ha debuttato il 27 ottobre negli Stati Uniti.

Il protagonista del progetto è Joel McHale, la star di Community. L’attore (classe 1971) nato a Roma, da padre statunitense di origini irlandesi e madre canadese di origini norvegesi, è apparso anche come guest star in CSI:Miami, Will & Grace e nel 2004 nel film Spider-Man 2.

The Great Indoors racconta la storia di un avventuroso giornalista (Joel McHale veste i panni di Jack Gordon) che ha dedicato la propria vita all’esplorazione del mondo, spingendosi fino ai confini più avventurosi. Le cose cambiano quando, non più giovanissimo, si ritrova relegato a un lavoro d’ufficio presso il dipartimento editoriale digitale della rivista “Outdoor Limits” dove diventa direttore di un gruppo di Millennials. Un tempo una celebrità, poi messo da parte dopo un infortunio, l’uomo deve adattarsi al fatto che i tempi siamo cambiati: viene visto dai ragazzi come una stranezza esotica arrivata da chissà dove e lui stesso ha difficoltà nell’entrare in sintonia con lo staff, che scrive del mondo senza aver messo mai il naso fuori la porta.

A differenza di Search Party, The Great Indoors è una Sitcom scritta sugli hipster ma non per loro: racconta perfettamente la vita dei giovani anticonformisti, amanti della natura e della moda alternativa, esperti di social media, un po’ nerd e un po’ fighi che osservano il mondo con distacco e filosofia. Il tutto, prendendosi gioco di questi personaggi; analizzando la generazione da un punto di vista meramente ironico e strafottente. Lo staff di Jack viene quasi disprezzato, come fosse una forma di vita aliena.

Nonostante tutto, sembra che l’ultima novità in campo di Serie TV americane: The Great Indoors, stia andando molto bene e, in pochissimo tempo, ha raggiunto già una media di otto milioni di spettatori tra i 18 e i 49 anni per episodio.

Certo, sottolinea Koester, The Great Indoors va in onda subito dopo The Big Bang Theory.

 

di Valeria Campana

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