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Tutti i colori dell’amore sulla 5th Avenue

Editoriale

Qualche giorno fa ho avuto la fortuna di assistere ad una manifestazione, tanto importante quanto di festa, per le strade di New York. Una giornata che marca una svolta per i diritti umani. Sto parlando della parata del New York Gay pride che si è svolta lungo tutta la famosa 5th Avenue di Manhattan. Tutto il mondo voleva essere qui quel giorno, ed in un certo senso c’era. Il caso ha voluto che ci fossi anche io. Al di là della incredibile quantità di persone di ogni razza e colore, quello che mi ha piacevolmente colpito è stata la grande dimostrazione di amore e rispetto verso il prossimo. Finalmente, oggi, almeno qui, nella citta’ che viene considerata un po’ il centro del mondo, quasi due milioni di persone si sono ritrovate unite per le strade, non per protestare contro questo o quel disegno di legge sbagliato, per scioperare contro l’aumento delle tasse, festeggiare uno scudetto o addirittura per comprare il melafonino di ultima generazione. Quel giorno, le persone erano per strada per mostrare quello che dovrebbe essere il sentimento piu nobile, quello che tutti noi cerchiamo sin dalla nostra nascita e che rimane il punto cardine della nostra vita: l’amore. Semplice e puro. Purtroppo spesso complicato da vivere per via anche delle sovrastrutture imposte dalla societa’ moderna, che tende a dettare regole e modelli ormai troppo convenzionali e arcaici per esprimere il concetto della “normalità”. Ora potrei dire che, lì, di normale ho visto ben poco, eppure tutta quella professione di vittoria, di liberta’ e di divertimento,  mi è sembrata semplicemente la cosa piu’ naturale del mondo. Nessun pregiudizio, nessuna discrimazione, bensì una grande festa per tutti. Vedere  una folla così disomogea – non solo nei gusti sessuali, ma anche nella cultura –  condividere insieme un grande momento di felicità,  ti restituisce davvero il senso di follia e meraviglia per la vita che viviamo, senza conoscerne, spesso, il perchè. Questa oggi è l’America, amici. Un posto dove, almeno per un giorno, amore e felicità hanno colorato i cieli ingrigiti dai conflitti dell’éra moderna. Quello che mi chiedo ora è se, in Italia, siamo davvero pronti a far vivere l’amore senza distinzione, come avviene qui nel centro del mondo, o dobbiamo ancora una volta restare in periferia?

Love is love!

Cheers!

di Alessandro Parrello

 

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