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Swing Time, l’ultimo romanzo di Zadie Smith

swing-timeSwing Time – uscito martedì scorso negli Stati Uniti – è l’ultimo romanzo dell’esuberante scrittrice britannica Zadie Smith, pubblicato da Hamish Hamilton (Penguin Books).

Apparentemente sequel dei precedenti lavori, l’opera è potente e complicata, quasi un testo di denuncia sociale, tipico dell’autrice londinese.

Ron Charles (The Washington Post) ha subito evidenziato il fascino e il carisma di Swing Time definendo il romanzo “a big social novel nimble enough to keep all its diverse parts moving gracefully toward a vision of what really matters in this life when the music stops”.

Una conferma di quel famoso “realismo isterico” di cui Zadie Smith ne è ormai la fondatrice.

Muovendosi tra l’Africa occidentale e il quartiere a nord-ovest di Londra (cornici anche di White Teeth e di NW, primo e ultimo romanzo della Smith), Swing Time è prima di tutto un libro sulla danza (sin da bambina l’autrice è appassionata di Tip Tap e di musical) che racconta la storia di un’amicizia tra due ragazze, uguali e diverse, aspiranti ballerine. Mentre Tracy riesce nel suo intento; l’altra, la narratrice, abbandona la sua aspirazione molto presto, iniziando a lavorare come assistente personale di una famosa cantante pop.

Pur nascendo entrambe in un contesto multietnico (straordinario il passo: “Our shade of brown was exactly the same—as if one piece of tan material had been cut to make us both”) le dinamiche familiari delle giovani donne sono totalmente differenti, al punto di allontanare bruscamente l’una dall’altra, poco più che ventenni.

Saltando avanti e indietro nel tempo, il romanzo segue la narratrice attraverso la sua infanzia, le sue amicizie e la sua vita di giovane adulta. Per la prima volta nella sua carriera di scrittrice la Smith utilizza la narrazione in prima persona, e, paradossalmente, per l’intera opera fornisce alla protagonista e voce narrante una presenza volutamente vaga e sfocata.

In Swing Time (che in Italia sarà edito da Mondadori Editore) Zadie Smith ha conservato il suo sguardo inquietante e attento alle sottili distinzioni di classe e di razza, tematiche importanti per la figlia di una coppia mista (padre inglese e madre giamaicana).

Ecco allora il territorio della scrittrice, al suo quinto romanzo, che tocca parecchi punti focali della società moderna: la relazione madre/figlia, il turismo sessuale, il razzismo, la competizione, i tradimenti ma anche l’amore, la fiducia e la gentilezza d’animo.

Ambientato negli anni Ottanta, il testo sembra rivolto ai giovanissimi del nostro tempo.

Curioso è il titolo del libro, ispirato a un film del 1936 con Fred Astaire e Ginger Rogers (amatissimi da una giovane Zadie Smith), dal titolo italiano Follie d’inverno.

Grazie alla voce elegante ed eccitante della Smith e alle sue bellissime frasi ‘in movimento’, il romanzo appare come un vero e proprio balletto, una danza energica e agitata; sembra veramente un tip tap originale, fatto di ritmi, percussioni e melodie di quelli nati agli angoli delle strade americane da immigrati irlandesi e schiavi africani; passi di ‘battaglia’.

Questa fenomenale qualità di Zadie Smith, che riesce a dar forma e dinamica alle parole, rende Swing Time un romanzo abbagliante, un libro formidabile di una delle scrittrice contemporanee più valide.

di Valeria Campana

 © Riproduzione riservata

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