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Speriamo che le bomboniere tornino di moda!

img-20151013-wa0001Si parla spesso di come la società occidentale stia cambiando, del fatto che, negli ultimi trent’anni, nonostante l’alternanza di momenti di crisi economica ad altri di ripresa che ha riguardato molte nazioni, si sia perso il senso del bene comune, l’attenzione verso il prossimo, col risultato che le ultime generazioni sono sempre più attratte dall’idea della ricerca del benessere, della cura dell’individualità e del soddisfacimento del proprio ego.

Un termine inglese di recente coniazione, “selfie”, molto utilizzato anche in Italia, descrive alla perfezione la tendenza della gente a “riflettersi”, a volersi osservare e a ricercare continuamente osservatori, verso un elogio delle apparenze che è il segnale di tanto narcisismo e vanità e della perdita di profondità.

Capita facilmente di incrociare per le strade delle città comitive di giovani che si parlano distrattamente gli uni gli altri, con lo sguardo rivolto verso lo schermo dello smartphone anziché guardandosi in faccia, dimostrando scarso interesse per il proprio interlocutore ma prontissimi a sfoggiare grandi sorrisi quando è il momento di scattare un selfie da pubblicare sui social, per dimostrare a chissà chi un grande affiatamento e divertimento che, in realtà, non ci sono.

Questa tendenza generale la si può senz’altro riscontrare anche in tanti usi e costumi che passano o diventano di moda e che coinvolgono anche abbigliamento, accessori e cura dell’estetica.

Un esempio semplice ma interessante si trova andando ad analizzare  i dettagli di tutto quel mondo di tradizioni legato al matrimonio.

Quale ragazza non si immagina almeno una volta protagonista di un matrimonio in stile favola? Forse sono proprio le favole delle principesse a condizionare l’immaginario femminile fin dall’infanzia, portando a desiderare abiti pregiati, acconciature incredibili, pelle di porcellana, locations sfarzose, anche se si tratta di un’illusione di un solo giorno.

Indipendentemente dalle possibilità economiche della coppia di futuri sposi, c’è sempre più la tendenza da parte delle donne, a volersi sentire protagoniste di un sogno, nel quale agli altri – i testimoni, i parenti, gli invitati – più che un ruolo di partecipazione sentita si affida quello di spettatori: l’importante è che osservino e riempiano la sposa di complimenti.

E allora via, alla ricerca del truccatore che faccia miracoli, dell’hair stylist all’ultimo grido, della nail art impeccabile, dell’abito principesco e, ovviamente, del fotografo che riporti tutto per filo e per segno (magari con qualche ritocco) nonché del videomaker con un curriculum alla Spielberg e che sappia pilotare un drone!

D’altronde i dettami in materia arrivano anche dall’ultima Bridal Fashion Week di New York. Pronovias, ad esempio, ha deciso di mettere la sposa al centro di tutto nel suo nuovo lookbook, optando per sfondi monocolore e neutri, suggerendo uno stile minimal chic per l’abito e di ispirarsi al cinema, all’arte o ad una poesia per la cerimonia, con lo scopo di far emergere una sposa maestosa. Abiti principeschi simply-chic anche per YolanCris, inquadrati in un matrimonio regale. Nicole Spose non rinuncia al consueto romanticismo ma aggiunge una grazia ed un’eleganza nuove, ricordando il portamento delle ballerine classiche. Persino la spagnola Rosa Clarà mette in secondo piano i tipici tagli geometrici per lasciare spazio a quelli voluminosi da sogno.

L’esempio di tanti format televisivi nati sull’argomento matrimonio di certo non aiuta e lo sfarzo ricercato ad ogni costo è oggetto, ad esempio, di alcune trasmissioni di Real Time (vedi l’americana “Abito da sposa cercasi” o l’italiana “Il boss dei matrimoni”) dove non di rado si vedono gli sposi e le loro famiglie, originari di piccole cittadine della provincia, cercare di imitare i divi del cinema, finendo per strafare e risultare kitsch.

sam_1824 sam_2375E se le possibilità economiche non sono all’altezza del sogno? Piuttosto che rinunciare, a volte ci si indebita e spesso si fanno tagli sulle spese che riguardano “gli altri”. Eh sì, è consuetudine, infatti, tra le giovani coppie, optare per sobri buffet in piedi in sostituzione di pranzi o cene completi e, fatto ancor più simbolico, non lasciare ai presenti la classica bomboniera – un oggetto artigianale accompagnato da un sacchetto di confetti – perché tanto “non va più di moda”. Gli invitati – che spesso per questioni di obbligo o piuttosto per fare numero, sono solo in parte realmente desiderati – se conoscono un po’ di buone maniere portano comunque un regalo o un contributo agli sposi e non mancano di dire che era tutto perfetto (ma commentando con altri in loro assenza, chissà se ripeteranno la stessa cosa…).

Non sarebbe bello se tornassero di moda le bomboniere? Chissà, magari un domani la rivalutazione di questo trend sarà il segno di una società che sta finalmente correggendo la rotta.

di Candy Valentino

 

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