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#SignedByTrump: frasi sessiste su nudi di donne

signedbytrump2A poco meno di un mese dalla sconvolgente vittoria (per molti è stato così!) alle elezioni presidenziali americane, Donald Trump continua a far parlare di sé.

Fanatico e maschilista, l’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America è il bersaglio prediletto di parecchi cittadini americani – in particolare del ‘sesso debole’ – che, sempre più increduli di fronte alle sue becere dichiarazioni misogine, danno libero sfogo a dimostrazioni artistiche fantasiose e bizzarre.

Come dimenticare le “The Emperor has no balls”, statue di Donald Trump rappresentato nudo e privo degli attributi maschili apparse quest’estate a San Francisco, New York, Los Angeles, Cleveland e Seattle, ispirate alla fiaba di Andersen “I vestiti nuovi dell’imperatore” (la fiaba in cui il Re è nudo).

1196652Oppure il chiacchierato ritratto intitolato “Whatever” realizzato dalla giornalista e attivista Sarah Levy che, con il suo mestruo, puro e semplice sangue ‘femminile’, ha raffigurato un primo piano del misogino Trump. Un’ opera che ha fatto il giro del mondo rimbalzando sui più importanti quotidiani e spopolando su Twitter con l’hastag #boodytrump, diventato virale.

L’idea è nata dall’ottusa affermazione di Trump: “You could see there was blood coming out of her eyes, blood coming out of her wherever, She was off base” in riferimento a una giornalista della Fox in seguito a un quesito posto sulle politiche di migrazione al quale – grazie a questa frase – è riuscito a non rispondere.

Ebbene, l’ultima di queste insolite espressioni artistiche nei confronti del Presidente è #SignedByTrump, un progetto fotografico realizzato dalla diciottenne Aria Watson per il suo esame di fine anno all’Università dell’Oregon.

1196654Le immagini mostrano corpi nudi di donne sui quali sono stati dipinti dei commenti sessisti pronunciati da Donald Trump, parole annotate sulla pelle perché non si dimentichino.

Frasi come “You have to treat them like shit” o “Young and beautiful piece of ass” sono state ‘scolpite’ su corpi femminili nudi o seminudi a ricordare gli effetti dannosi che le parole hanno avuto e continuano ad avere su moltissime donne. Un’opera così, che non lascia spazio all’immaginazione, spiega come ogni vocabolo viene conservato dalla mente umana e qui risuona e rimbomba, costantemente.

Tra i vari scatti della Watson – affermati subito in tutti gli Stati Uniti – uno che in queste ore sta avendo grande successo sui social è “Grab em’ by the pussy”, probabilmente il più audace ed eccentrico di tutti che cementa e fortifica i pensieri e la dignità.

sub-buzz-18830-1481557916-1Aria Watson, intervistata dall’Huffington Post, ha spiegato che il progetto è nato da un forte desiderio di verità e solidarietà; la Watson si dice realmente preoccupata dal risultato delle ultime elezioni americane e dalla personalità eccentrica e minacciosa (passatemi il termine) di Donald Trump.

L’intenzione di questi scatti è dunque quello di ricordare e raccontare il passato – a volte tragico – della donna e la sua lunga lotta nei confronti di atteggiamenti come questi, fatti di odio e di avversione.

#SignedByTrump, come tante altre iniziative, è bella perché genuina. Urla il coraggio della propria voce.

di Valeria Campana

© Riproduzione riservata

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