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Paolo Genovese e i suoi “perfetti sconosciuti” senza intimità

perfetti-sconosciuti (1)Mettere il proprio cellulare sul tavolo durante una cena, a casa di amici, lasciare che ogni messaggio o telefonata in arrivo diventi materia pubblica senza alcuna possibilità di controllo (vivavoce compreso) abbandonarsi all’occasione insperata di poter osservare (finalmente?) il poprio mondo dal di fuori e quello degli altri dal di dentro.

È questa l’idea folle e pericolosa che hanno i “perfetti sconosciuti” nell’ultima bella prova di Paolo Genovese in uscita l’11 febbraio con Medusa; coppie di amici storici convinte di non avere segreti, pronte ad affrontare una sfida che slitterà presto dal gioco al massacro rivelando quelle storture interne (tradimenti, fragilità, speranze, desideri) che fanno di ogni essere umano semplicemente quello che è: un animale evoluto che cerca di trovare un posto proprio nella vita.

Oggi la vita segreta di tutti noi passa, inevitabilmente, attraverso i nostri cellulari” -ha spiegato il regista ieri alla conferenza stampa. “Lo smartphone è diventato un oggetto fondamentale, forse l’unico che portiamo sempre con noi, è diventato la nostra ‘scatola nera’”. È scattato da questa riflessione, una sorta di corto circuito per cui ho iniziato a scrivere con gli altri sceneggiatori (Rolando Ravello, Paolo Costella, Filippo Bologna e Paola Mammini) e il film che ne è venuto fuori è tutto e il contrario di tutto, dove ognuno può raccontare la sua esperienza, può fissare dei confini tra cose giuste e sbagliate…”

Il copione lavora bene sugli incastri, i colpi di scena, i dialoghi serrati e a tratti esilaranti: si ride e si piange in un equilibrio scivoloso tra chi crediamo di essere noi e come ci vedono gli altri (“l’essere umano è frangibile”, dirà a un certo punto il personaggio interpretato da Marco Giallini).

Valerio e Marco (1)
Valerio Mastandrea e Marco Giallini

Una bellissima commedia umana che racconta tipi reali e riconoscibili, riuscita e vera grazie anche a un cast corale di attori purosangue (il già citato Giallini, ma anche Anna Foglietta, Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher, Edoardo Leo, Kasia Smutniak, Giuseppe Battiston). Ne emerge allora tutto il sotterraneo non detto di una società liquida e individualista, in cui ognuno cerca di sopravvivere nascondendosi le cicatrici o accettando compromessi, provando a fare quella strana e complicata cosa che si chiama convivere nel mondo.

 

di Francesca Scialanga

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