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L’ultimo regalo di Ren Hang: scatti liberi prima del suicidio

Il fotografo e poeta cinese Ren Hang si è tolto la vita lo scorso 24 febbraio a Berlino, all’età di ventinove anni. Si trovava in Europa per promuovere la pubblicazione della sua ultima opera fotografica completa, edita dalla nota casa editoriale Taschen.

Il giovane artista – che il prossimo 30 marzo avrebbe compiuto trent’anni – era conosciuto soprattutto per i suoi scatti erotici, controversi e provocatori. Aveva un grande talento, una viscerale e naturale semplicità, era un prodigioso e incantevole visionario che, attraverso la sua arte, sfidava la censura del suo paese al fine di esplorare liberamente il nudo e la sessualità nella società cinese.

Negli ultimi anni, il libero ed emotivo Ren Hang era divenuto uno dei fotografi contemporanei più seguiti e amati; il suo straordinario talento era conosciuto e riconosciuto in tutto il mondo.

Al contrario, in Cina, dove la pornografia è illegale e censurata dal 1949, il surreale artista era stato spesso ostacolato: arrestato più volte, alcune delle sue opere furono confiscate, mentre una delle sue mostre fu annullata dalle autorità per via del suo contenuto sessuale.

A questo comportamento, Hang aveva reagito dichiarando: “La politica delle mie immagini non ha niente a che fare con la Cina. È la politica cinese che interferisce con la mia arte”.

Il suo stile spontaneo e naturale e allo stesso tempo eccitante e profondamente poetico ha rivoluzionato il mondo dell’arte e della fotografia in generale.

“Le sue immagini sono riconoscibili tra mille. Hang ha inventato uno stile. Quello della gioventù cinese nuova, libera e ribelle. Ha imposto una scrittura insolente, quella dei corpi maliziosi, liberi dal gioco della dominazione morale e politica”, ha scritto Clémentine Mercier su Libération.

Ren fotografava quasi sempre i suoi amici spiegando di non sentirsi a suo agio con degli sconosciuti.

Quest’opera conclusiva – bloccata alla dogana cinese –, celebra tutto l’estro e la delicatezza di un giovane uomo che per tanto tempo ha lottato contro la depressione, maledetta.

In un post pubblicato su un social network, qualche tempo fa, l’artista aveva confessato di esprimere ogni anno lo stesso desiderio: morire presto. Non riusciva a curarsi nonostante gli innumerevoli tentativi.

Emotivo e potente era tutto quello che scriveva, fotografava, ammirava della vita.

“Quando si è nudi, tutto è più naturale” sosteneva Hang.

Le sue foto conclusive sono state scattate negli ultimi mesi del 2016 per BAO, il libro del progetto al quale partecipava insieme a molti amici e ad altri artisti, TOTEM COLLECTIVE.

“Ran rappresentava il più importante supporto del nostro progetto anche se, nel momento della sua realizzazione, era molto occupato. Ha sempre dato tutto e, passò il suo unico giorno a Pechino, a fotografare per TOTEM COLLECTIVE” disse il co-fondatore del progetto, Bohan Qiu.

I suoi ultimi scatti hanno visto la luce i primi di marzo, durante un’esposizione a Parigi di TOTEM COLLECTIVE.

Secondo la pronuncia, BAO può rappresentare diversi significati nella lingua cinese: Sacca, Affetto, Tesoro, Esplosione o Abbraccio. Questa incantevole particolarità ci lascia liberi di scegliere il nostro personale miglior titolo, omaggio e ricordo privato del giovane maestro.

A Ren Hang sono state dedicate più di venti mostre, dalla Cina alla Francia, dalla Russia a Israele, e i suoi lavori hanno partecipato a più di settanta esposizioni collettive.

Hang era un uomo libero, un ribelle atipico, così lo descrive la Taschen in un comunicato stampa.

E lo rimarrà per sempre.

 

 

di Valeria Campana

 

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