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L’innovazione nella moda? Arriva da Bologna

Giunta all’ingresso del nuovo centro didattico, polo espositivo e archivistico Fashion Research Italy a Bologna, la prima cosa a colpirmi è il colore: un “pink carpet” dipinto sul pavimento del cortile esterno mi guida verso la facciata bianca dell’edificio, restaurato dallo Studio Cervellati e Associati mantenendo i tratti tipici della tradizione architettonica del luogo con un evidente richiamo estetico ai 

Alcuni esempi di disegni su carta e tessuti presenti nell’archivio di Fashion Research Italy. Foto Candy Valentino

fienili dei casolari contadini della regione ed integrando le tecnologie di ultima generazione che rendono l’edificio hi-tec – come ha spiegato il direttore della Fondazione Alessandro Cecchini. Rosa è anche il colore della cartella stampa che mi viene consegnata dallo staff addetto all’accoglienza in occasione della conferenza inaugurale di sabato 21 Ottobre 2017 intitolata: “Moda 4.0, le sfide della filiera e il ruolo dell’alta formazione” e rosa fuxia sono pure le sedie delle aule adibite a “sale stampa” per via della grande affluenza di invitati e giornalisti che hanno già colmato la grande sala conferenze, sulle quali ci accomodiamo per seguire dagli schermi la presentazione. Nonostante la scelta di un colore tanto vivace e femminile, però, l’intento del FRI è tutt’altro che frivolo, come si evince dalle parole dei presenti: il presidente della Fondazione Alberto Masotti (ex patron de La Perla), il sindaco del Comune di Bologna Virginio Merola, il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il Magnifico Rettore dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna Francesco Ubertini, il Direttore Generale di Lectra Italia Fabio Canali, ed il Socio Fondatore e Presidente di Tecla Group Carlo Visani, i quali sono intervenuti nella conferenza moderata dal Caporedattore del TGR Rai Emilia-Romagna Antonio Farnè.

Alcuni dei tessuti conservati negli archivi di Fashion Research Italy. Foto Candy Valentino

L’idea, infatti, è quella di preparare una nuova generazione di manager ed esperti per l’innovazione del settore manifatturiero al fine di affrontare le sfide imposte dalla trasformazione tecnologica e gestionale di Industria 4.0. Nell’era della smaterializzazione dei beni innescata dalla rivoluzione digitale, nel garantire la competitività delle piccole e medie imprese del settore gioca un ruolo fondamentale la formazione specifica di professionisti e imprenditori. «La moda deve trasformarsi in moda 4.0 – ha affermato Alberto Masotti».

Per cominciare, quindi, la Fondazione ha attivato con l’Università di Bologna la prima edizione del Master di primo livello in Design and Technology for Fashion Communication (iniziato il 5 Settembre scorso), mentre a Ottobre hanno preso il via il Corso in Architettura per la Moda – il primo per formare progettisti in grado di interpretare la natura del prodotto moda – e la Fall-Winter School in Archivi della Moda – Heritage Management, il primo corso che codifica e raccoglie le esperienze della disciplina catalografica e archivistica in ambito fashion.

Per accompagnare e stimolare il cammino delle imprese verso l’evoluzione digitale, inoltre, Fashion Research Italy ospiterà il Punto Innovazione (P.IN): un “catalizzatore” in grado di facilitare l’incontro fra domanda e offerta di strumenti, soluzioni e professionalità di eccellenza.

«Dopo l’esperienza riuscita di gemellaggio con lo stato della California – ha raccontato Bonaccini – che ha permesso di inviare negli USA le migliori start up della nostra Regione per un’esperienza di aggiornamento e apprendimento, stiamo siglando delle nuove collaborazioni con lo stato di New York. Da tre anni la nostra Regione è quella che sta crescendo maggiormente in Italia superando le altre nell’export e affrontando con ottimi risultati il problema della disoccupazione; probabilmente abbiamo saputo indicare quali siano le priorità per la crescita e vogliamo imporre un modello di sviluppo differente rispetto a quello che ha fatto grande l’Emilia Romagna nel passato. È importante  – ha concluso il Presidente della Regione Emilia-Romagna – che le imprese puntino all’aggregazione e all’internazionalizzazione, pur non rinunciando alla propria identità».

La passerella virtuale di Fashion Research Italy. Foto Candy Valentino

Interessante la testimonianza del Presidente di Tecla Group Carlo Visani, il quale ha fatto presente che «se i giapponesi arrivano nelle città europee ed entrano nei negozi dei grandi marchi di moda sapendo già esattamente cosa acquistare, vuol dire che il prodotto esiste ormai anche perché ne esiste un’immagine, una versione digitale».

Due sono le novità più simboliche presentate nel tour organizzato in occasione dell’inaugurazione di FRI. La Passerella multimediale, ideata per permettere la creazione e la fruizione di sfilate di moda virtuali, si articola in 8 monitor 85” (200cm x 118cm) Samsung posizionati in modalità portrait – in modo da essere visibili come un unico lungo schermo da oltre 16 mln di pixel – e da un potente sistema di diffusione sonora digitale ad alta definizione da circa 1.000 watt. È la prima installazione al mondo del genere per dimensioni e tipologia di video. «È un esempio di digitalizzazione e smaterializzazione – spiega Masotti –. Fashion week e fiere di settore potrebbero dotarsi della Passerella multimediale per contenere i costi e l’impatto ambientale e i brand emergenti potrebbero farsi conoscere con sfilate virtuali nelle città e negli eventi di riferimento, approcciando anche mercati nuovi o più difficilmente raggiungibili».

L’Icona di Donna è invece una suggestiva statua di luce alta oltre 10 metri, visibile da tutti i tre piani in cui si articola l’edificio. L’astratta figura di donna è composta da 21.120 LED inseriti all’interno di 5.280 sfere bianche opaline che, accendendosi a ritmo di un concerto digitale, la vestono come un tessuto di luce, riproducendo alcune delle particolari texture conservate nell’archivio del Centro. L’opera, prodotta da Senso – Immersive Experience, esprime e umanizza il valore dell’artigianalità, coniugato a quello delle ultime tecnologie. «L’icona è il simbolo della donna, la vera protagonista delle manifatture del fashion – continua il Presidente – La Statua è dedicata alle donne che nel corso dei decenni hanno contribuito concretamente alla creazione di quello che è diventato il made in Italy. Ma è anche un omaggio speciale a Olga Cantelli, la più creativa e fascinosa stilista di La Perla, che contribuì in maniera decisiva allo sviluppo del brand nel mondo e a cui l’intera Fondazione è dedicata».

La conservazione e la valorizzazione della memoria sono

il fondamento dell’evoluzione tecnologica.

 

Il tour è proseguito alla scoperta degli spazi espositivi e degli archivi di stampe e stoffe, divisi in una biblioteca fruibile al pubblico e una zona di lavoro riservata alla catalogazione e alla conservazione a temperature particolari, che abbiamo avuto l’opportunità di visitare in via eccezionale e nei quali ci ha accompagnato il direttore Fabio Massaccesi. Qui viene custodito un importante e consistente archivio fisico, digitalizzato e schedato, comprendente il Fondo Renzo Brandone (30.000 disegni su carta e tessuto) e il Fondo Emmanuel Schvili, donato dall’omonimo ex proprietario. Tramite il database Fashion Photograhy Archive, inoltre, si intende raccontare, attraverso le campagne di advertising e altri materiali di comunicazione, la storia delle aziende che ad oggi hanno aderito al progetto.

 

 

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