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L’ARA COM’ERA: Innovativo connubio tra cinema, cultura e tecnologia

L’attore Fabrizio Bordignon nei panni di Augusto

Dopo lo strepitoso successo delle programmazioni precedenti – che hanno contato circa 11 mila visitatori – “L’ Ara Com’era”, il primo intervento sistematico di valorizzazione in realtà virtuale e aumentata di uno dei più importanti capolavori dell’arte romana, diventa ancora più avvincente.

A partire dal 19 gennaio, infatti, cittadini romani e turisti potranno assistere all’innovativo racconto sul celebre monumento di Età Augustae e sulle origini di Roma che – grazie al riuscito connubio tra riprese cinematografiche dal vivo, ricostruzioni in 3D e computer grafica – consentirà una totale immersione nell’antico Campo Marzio.

I visitatori verranno catapultati indietro nel tempo e, in un ambiente a 360°, potranno ammirare l’Ara Pacis mentre ritrova i cuoi colori originali, “fluttuare” in volo sull’altare e prendere parte alla prima ricostruzione in realtà virtuale del sacrificio del toro, compiuto da veri attori secondo i costumi e le tradizioni dell’epoca.

Foto di Giorgia Scialanga

Lo spettatore – munito di particolari visori AR (Samsung GearVR) e fotocamera dei device in essi inserita – verrà accolto dalle riprese dell’Ara Pacis di oggi per poi ritrovarsi avvolto in uno spazio bianco in cui apparirà una guida speciale, Augusto, che lo accompagnerà in questo viaggio emozionale allo scoperta e riscoperta dello stesso Campo Marzio e dell’area comprendente il Pantheon, I Saepta Julia, il Mausoleo di Augusto e l’Acquedotto. Dopo questo itinerario il visitatore verrà condotto davanti all’Ara Pacis (che ritrova i suoi colori originali) dove verrà trasmessa la raffigurazione dei rilievi presenti: il sacrificio di Enea, la nascita di Romolo e Remo, la la dea Roma, il fregio vegetale, tra gli altri ritratti.

L’offerta si amplia anche da punto di vista numerico: ogni serata – il venerdì e il sabato dalle 19:30 alle 24:00 – potrà accogliere fino a 400 visitatori (rispetto ai 300 delle programmazioni dei tre mesi precedenti) che saranno organizzati in gruppi di sei, sette persone.

Il progetto, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzato da Zètema Progetto Cultura, è stato prodotto da ETT Spa. Le riprese dal vivo su un grande green screen e quelle in realtà virtuale a 360° sono state curate da Alessandro Parrello per WEST 46TH FILMS s.r.l., mentre la creazione di tutta la computer grafica è opera di Federico Basso, per Toon Taun Animation Studio, entrambi presenti all’inaugurazione dell’evento di presentazione dell’iniziativa assieme ai dirigenti di ETT spa. La voce guida maschile del video è di Luca Ward.

Federico Basso e Alessandro Parrello. Ph Giorgia Scialanga

Abbiamo fatto qualche domanda a Federico Basso e Alessandro Parrello, entusiasti della serata.

Federico che cosa ha significato lavorare alla realizzazione di un filmato così innovativo e originale come questo del progetto?

Sicuramente è stato molto stimolante essendo esso questo il massimo dell’immersività attualmente concesso dalle tecnologie. Volevo che fosse, per il visitatore, un viaggio emozionale, con tutti i rischi e i problemi che ciò avrebbe comportato, per cui ho posto subito l’attenzione sull’inizio, sul momento in cui lo spettatore deve entrare, immergersi in questo mondo del passato. Non volevo assolutamente realizzare un passaggio violento tra il presente e il passato, quindi ho studiato questa sorta di limbo etereo, iniziale, nel quale appare Augusto, che fa da ponte, da camera di decompressione se vogliamo, per poter entrare lentamente, quasi in punta di piedi, in questo passato così diverso dal nostro. Per questa ragione il Campo Marzio è popolato da gruppi di uomini e donne che passeggiano, come facciamo anche noi oggi, o sono presenti questi effetti di luci e colori lentissimi a riprodurre il movimento del sole, con i suoi tramonti e le sue albe.

Quale è stata la parte più impegnativa della realizzazione del filmato? Hai avuto delle difficoltà particolari?

Il momento finale, quello del sacrifico romano davanti all’altare, ha rappresentato lo scoglio più difficile da superare anche dal punto di vista tecnico. Io inizialmente spingevo per fare tutto in computer grafica ma rappresentare così una figura umana in movimento non mi sembrava la scelta ottimale perché non volevamo produrre qualcosa se sembrasse troppo artefatto. Abbiamo deciso così di utilizzare delle riprese con attori, più realistiche, ma per realizzare una ripresa a 360°, effettuata solo su green screen, ci siamo aiutati con un software specifico in grado di “tridimensionalizzare” il filmato.

Per questo lavoro così particolare ti sei ispirato ad altri progetti o filmati quantomeno simili? 

Io ho fatto tante ricerche in questo senso ma non ho trovato nessuno che avesse proposto, prima di noi, una soluzione così radicale sul 360°. Il nostro è un lavoro quasi pionieristici e infatti, non ti nego che, nonostante Alessandro fosse certo del risultato, ci sono stati dei momenti in cui pensavo che non ce l’avremmo fatta. Abbiamo lavorato molto, giorno e notte, e in certe situazione abbiamo rischiato. Ma è andata bene. E sono molto contento!

Alessandro invece come e’ nato il tuo approccio a questo progetto?

Con ETT è nata una collaborazione che dura da oltre un anno e ad ottobre scorso mi è stato chiesto un parere circa la fattibilità di inserire attori veri in un contesto virtuale a 360°. Essendo una tecnologia che mi interessa molto sviluppare e avendo già avuto esperienza in green screen, ho ritenuto fosse fattibile e anche divertente. Mi piaceva l’idea di un connubio tra cinema, cultura e nuove tecnologie, quindi dal mio lato ho chiamato professionisti nel cinema, dal giovane direttore della fotografia Francesco Ciccone, alla costumista Monica Trappolini (Monte), lo scenografo Vito Zito e l’hair stylist premio David di Donatello Francesco Pegoretti (Il Racconto dei Racconti), per poter rendere tutte le riprese dal vivo e gli attori quanto più veri possibile, tenendo conto del tipo di fruizione finale. Abbiamo fatto un accurato lavoro di ricerca e cura dei dettagli. Sul set mi sono divertito molto a coordinare gli attori in un Ara Pacis “immaginaria”.

Per te invece quale e’ stata la parte più impegnativa di questa realizzazione?

Sicuramente la ricerca delle facce giuste. Di ogni prodotto audiovisivo se gli attori in scena sono credibili, tutto diventa credibile. Non e’ stato semplice mettere insieme in poco più di una settimana 18 attori di diverse età, ma alla fine sono contentissimo del risultato. Per questo devo ringraziare anche il Gruppo Storico Romano, molto disponibile verso il progetto, che mi ha permesso di scegliere alcuni dei loro attori, anche di età avanzata, con delle facce pazzesche per questo tipo di rappresentazioni. Per quanto riguarda la parte tecnica invece ero più tranquillo e abbiamo optando per una macchina da presa a 5k di risoluzione, in modo da poter sfruttare al meglio le immagini anche con i prossimi telefoni che verranno messi in commercio in futuro.

Come è nato il tuo approccio alla realtà virtuale?

Sono da sempre un po’ un nerd per le nuove tecnologie, soprattutto in campo cinematografico e mi piace giocherellare con le macchine da presa. Seguo gli sviluppi della VR da circa un anno, studiandomene le potenzialità e come realizzare filmati dall’inizio alla fine. Dall’America, dove vivo alcuni mesi l’anno, ho acquistato a dicembre quindi un nuovissimo sistema di ripresa sferica in 4k, con la quale ho effettuato le riprese a 360 dell’Ara Pacis com’è oggi e che hai visto nel filmato. L’effetto come hai notato è incredibile e sembra davvero di essere li dentro. Negli USA sono già molto avanti nell’utilizzo della VR, mentre qui in Italia siamo dei pionieri, ma le potenzialità di utilizzo di questo nuovo modo di ripresa sono molte e noi volevamo farci trovare pronti.

 

di Valeria Campana

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