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La Silicon Valley si trasferisce in Italia e sceglie Napoli

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Apple store Manhattan 5th Avenue

La Silicon Valley si trasferisce in Italia e sceglie il Sud. Apple ha annunciato che aprirà a Napoli la sede europea per il suo Centro di Sviluppo App iOS. All’ombra del Vesuvio, seicento giovani programmatori italiani, europei e del bacino del Mediterraneo potranno formarsi, confrontarsi, mettere a sistema creatività e intuito sotto la guida del colosso di Cupertino.

Che la Mela volesse investire nel Bel Paese lo aveva già lasciato intendere il suo numero uno Tim Cook. «L’Europa è la patria di alcuni degli sviluppatori più creativi al mondo e siamo entusiasti di aiutare la prossima generazione di imprenditori in Italia ad acquisire le competenze necessarie per avere successo», ha sottolineato il Ceo di Apple durante la sua visita all’Università Bocconi di Milano lo scorso ottobre. A ben guardare i numeri dell’azienda di Cupertino in Europa non c’è da stupirsi. Secondo una ricerca, nel Vecchio continente i posti di lavoro creati direttamente da Apple o solo legati al suo indotto nel complesso sono 1,46 milioni di cui 75mila solo in Italia. «l’Italia ha dimostrato come l’eccellenza significhi fare meglio e non necessariamente produrre di più», ha ribadito in proposito Cook alla sua platea alla Bocconi, tant’è che più volte l’Home page di App Store ha messo in evidenza applicazioni Made in Italy.

Le applicazioni mobile sono oggi il servizio più remunerativo per l’azienda fondata da Steve Jobs che nel 2015 ha fatturato oltre 20 miliardi di dollari. E solo nel periodo natalizio gli Apple Store hanno incassato più di un miliardo e cento milioni di dollari. L’entusiasmo per il polo tecnologico arriva anche dal governo italiano. «Formare un programmatore in Apple è come addestrare un meccanico in Ferrari. Difficilmente resterà disoccupato», fanno sapere da Palazzo Chigi per sottolineare l’importanza strategica dell’iniziativa.

Il Centro di Sviluppo App iOS di Napoli sarebbe un’opportunità imperdibile non solo per il Mezzogiorno ma per tutto il Paese e potrebbe segnare la strada per la Digital Economy italiana. Quello partenopeo sarà una sorta di Ateneo 2.0 e avrà come partner pubblico l’Università degli Studi Federico II. Nel polo tecnologico di alta formazione, per un anno, ragazzi, laureati e non, potranno mettere a frutto la loro creatività per progettare applicazioni mobile per iPhone e iPad. per entrare di diritto nella comunità degli sviluppatori Apple.

Al termine dei dodici mesi di tirocinio e di insegnamenti ad hoc gli studenti diventeranno esperti di iOS. Una opportunità per gli studenti. Una volta usciti dal percorso di formazione potranno lavorare per Apple e per altre aziende del settore oppure intraprendere un percorso di autoimprenditorialità nel settore delle Itc. L’ex base Nato di Bagnoli potrebbe diventare la nuova casa partenopea della Mela. In attesa dei lavori di adeguamento dell’ex area militare, l’Università Federico II ha avanzato una proposta operativa: ospitare la scuola nel quartiere di San Giovanni a Teduccio nell’ex area Cirio già attrezzata con laboratori di ingegneria pronti per essere utilizzati dagli studenti. Le attività di formazione dovrebbero partire subito dopo l’estate, a settembre o al massimo entro l’anno.

Il polo tecnologico, primo in Europa, sarebbe il secondo al mondo. Il primo è già operativo in Brasile, mentre una terza struttura è in fase di sviluppo in Indonesia.

di Livianna Bubbico

 

 

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