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Il potere in uno scatto. FotoStorie racconta cinque anni di reportage su La Lettura

fotostorie-1“Riguardo le immagini e mi sento ancora osservato”, così il fotografo Fabrizio Villa racconta uno dei suoi fotoreportage, in occasione di FotoStorie, mostra fotografica alla Triennale di Milano, inaugurata venerdì 18 novembre e in corso fino all’11 dicembre, per celebrare i cinque anni de La Lettura, supplemento culturale del Corriere della Sera.

Quello che osserviamo sono i lavori di fotogiornalisti che ritraggono il vicino e il lontano, come se  Milano diventasse un luogo diversificato, senza confini.

fotostorie-2Chi sono i fautori? Paolo Ventura, dalle foto decomposte e composte; Pietro Masturzio, che da Napoli si ritrova in Iran, e qui non si lascia sfuggire i tetti al cielo e scene di vita domestica; Mimmo Jodice che con il suo “Vedutismo”, ci porta in presa diretta ai confini del Mediterraneo; Saverio Gardino, con immagini rubate al mondo con l’occhio più curioso che professionale; Paolo Formichella, con i suoi volti che innescano, nei visitatori, un estenuante senso di colpa; Mario Dondero e Carlo Bavagnoli, esponenti del movimento milanese Bar Giamaica; la voce palermitana e di protesta di Letizia Battaglia; i nomadi in bianco e nero di Josef Koudelka; Danilo De Marco, con espropriazione e sfruttamento; Gabriele Basilico, con componimenti architettonici alla riscossa di emozioni sotterrate dall’usuale evidenza dei fatti;

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l’esordiente Adriano Blarasin, che descrive una Milano fluida e creativa che, agli occhi più attenti, sa raccontare storie interessanti. Questi sono solo alcuni dei protagonisti di Fotostorie e del giornalismo per immagini. Si legge all’entrata:

«C’è la foto?» Perché se non c’è la foto, allora non c’è la notizia. 

La fotografia ha il potere di raccontare, talvolta meglio di tanti resoconti giornalistici, il senso di un fatto, di un momento storico, di un personaggio. È il potere dell’immagine. 

È un linguaggio capace di raccontare il complesso universo della nostra realtà, in tutte le sue sfumature […]”. 

Vengono, infine, esposte le pagine del quotidiano che in giorni e anni diversi hanno accolto gli scatti dei tanti fotoreporter. Ci sono foto diverse ma intenti comuni: informare il pubblico, alla stregua di un lirismo visivo che ci porta alla realtà attraverso immagini-emblema che passano per la sfera razionale e puntano su quella irrazionale, facendo leva su sensibilità e comprensione immediata.

Il mondo, i suoi popoli, le sue guerre, le sue tragedie, i suoi poeti, i suoi pianti e le sue urla implosi, le sue miserie: FotoStorie è un viaggio su strade diverse terminato nella medesima destinazione, l’informazione.

Il poeta Giorgio Caproni, in Biglietto lasciato prima di non andare via, scriveva:

Se non dovessi tornare,

sappiate che non sono mai partito.

Il mio viaggiare

è stato tutto un restare qua,

dove non fui mai.

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di Francesca Ielpo

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