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Il nuovo Medioevo dell’era postmoderna

crociatiPost-moderna? Ossia epoca contemporanea successiva all’ era moderna? Non credo che quella che stiamo vivendo possa essere definita postmoderna. L’umanità sembra compiere grandi passi indietro. Forse gli antichi Egizi erano moderni, forse i Maya, forse l’inventore della ruota o della forchetta erano uomini moderni. Era oltre il moderno Leonardo da Vinci su tutti, certamente. Ma la verità è che l’uomo contemporaneo del postmodernismo, dal 1900 ad oggi, non è mai stato degno di essere crogiolato di tale aggettivo. Le sole due Guerre Mondiali parlano da se.

La storia ci racconta che le Crociate, combattutesi tra il XI e il XIII secolo, sono state tra le più barbare delle guerre che il pianeta Terra abbia mai vissuto. La testimonianza concreta di come la vita umana avesse meno valore dell’onore e del nome di una religione piuttosto che un’altra o di un Dio piuttosto che un altro. Sciocchezze!
Alla base di tutto c’era sempre la predominanza inconscia dell’uomo sull’uomo, in tutta la sua feroce natura, per la conquista di un nuovo pezzetto di terra. Quindi il potere!
Pensando a questa nostra becera era moderna mi chiedo e vi chiedo, amici lettori ed egregi illuminati “uomini di potere”, che cosa è cambiato negli ultimi secoli nel genere umano? A cosa ha portato il progresso della medicina, lo sviluppo della tecnologia e della cultura, se non favorisce un maggiore benessere e orientamento di chi abita questo pianeta per una manciata di anni? Forse, a parte avere in tasca un cellulare intelligente (esatto signori, perché il cellulare è intelligente, non l’uomo) siamo rimasti tutti fermi all’anno mille. 
Cambiano solo i nostri vestiti firmati e i mezzi di locomozione.
Si uccideva in modo barbaro allora e si continua ad uccidere allo stesso modo anche oggi, ma con una grande differenza: nell’era postmoderna c’è una folta platea di spettatori che guardano da ogni angolo del pianeta e condividono l’orrore, facendo il gioco di certi “uomini di potere” che come sciacalli si mettono in posa tronfi davanti lo spettacolo o, peggio, restano in finestra a guardarlo e a commentarlo, con un bel pollice in su, proprio come i grandi imperatori Romani al Colosseo.
Già… peccato che quel pollice digitale postmoderno oggi non risparmia la vita di un gladiatore, ma condivide la morte delle malcapitate vittime.
Potremmo quindi definire tutto questo come “le nuove crociate social dell’età contemporanea”! Un concetto di guerra che va al di la della semplice -terza guerra mondiale-, come spesso i media amano definire. Una guerra per diffondere la paura, la migliore arma per il controllo delle masse.
Oggi, cari amici, avrei voluto scrivere un bell’editoriale allegro e sereno, esprimendo una immensa gratitudine verso tutti coloro che leggono e seguono questa giovane rivista ormai da un anno. Invece in questo momento non mi sento di essere allegro, perché oggi il genere umano sembra aver perso l’orientamento. Oggi siamo tornati nel buio Medioevo e l’unica gratitudine che possiamo esprimere è quella di non esserci trovati sul luogo di questi attentati in quel momento, per puro caso o per destino, a morire senza sapere neanche il perché.
 

Alessandro Parrello

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