Il caso Ahmed Naji: un guerriero di resistenza in nome dell’inchiostro

Ahmed Nàji, cresciuto tra l’Egitto, il Kuwait e la Libia, ha trovato la sua ribellione immergendosi nella dimensione della scrittura, tra balloon, fumetti, prosa e romanzi.

Il 20 febbraio 2016, l’autore 31enne è stato condannato da un tribunale del Cairo a due anni di detenzione per aver “violato la moralità pubblica” con la sua ultima opera letteraria Istikhdam al Hayat (Vita: istruzione per l’uso) sul periodico letterario egiziano “Akhbar al Adab”.

Quello di Naji è solo uno dei molteplici casi in cui il regime tenta di sopprimere la libertà di stampa: infatti, solo nel 2016, 25 giornalisti sono stati incarcerati per aver “tentato di rovesciare il regime”.

Naji ha avuto un percorso sinusoidale: la massima corte d’appello del Paese, dopo la condanna risalente a febbraio, doveva pronunciarsi nuovamente sul caso a dicembre 2016, grazie al sostegno di manifestazioni pubbliche da parte di scrittori e circoli culturali.

L’imputato poteva uscire dopo aver già scontato dieci mesi della pena, ma l’accusa ha commesso degli errori nella trasmissione delle carte e la sentenza è stata rinviata; e così l’elemento della lentezza ha giocato miracolosamente a favore di Ahmed, permettendo così ai giudici d’appello di sospendere la sentenza e richiederne il rilascio.

Il 16 maggio 2016, PEN, associazione e organizzazione internazionale non governativa di scrittori, ha onorato Ahmed Nàgi con il PEN/Barbey Freedom to Write Award riconoscendo la sua lotta di fronte alle avversità per il diritto alla libertà di espressione

Nel suo romanzo, Naji dipinge un sfacciato ritratto della cultura giovanile attorno alla rivoluzione egiziana del 2011: il protagonista, il 46enne Bassem, fa del cunnilingus, gira canne di hashish e si riempie lo stomaco di vodka.

Secondo lo stesso scrittore:

“È la storia di una città miserabile e di un paio di ragazzi alla ricerca di un po’ di gioia in questa vita, di dare un senso a questa città”.

Infatti lo scenario che segna l’apertura del romanzo vede violente tempeste di sabbia e terremoti che hanno distrutto gran parte della capitale egiziana senza risparmiare neanche le gloriose Piramidi.

Using Life risente in parte del background fumettistico dell’autore dal momento che contiene innovazioni grafiche: brevi strisce a fumetti, disegnate dall’artista Aymn Zorkany, costellano i capitoli.

Un esempio di quanto ancora si possa essere soffocati da chi si proclama sua Maestà e, nonostante tutto, risalire la china grazie all’unione e alla forza della similitudine che unisce gli esseri umani nella vita e nell’arte.

Oggi Ahmed Naji, nonostante sia stato segnato da questa vergognosa e ingiustificata prigionia, sta pensando alla stesura del suo prossimo romanzo, messaggio di resistenza e resilienza.

di Libero Bentivoglio

 

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