Home / Arte / Gli occhi delle donne raccontati di Annie Leibovitz

Gli occhi delle donne raccontati di Annie Leibovitz

jane-goodall
in foto: Jane Goodall

Occhi di donna fissi sull’obiettivo ma che vanno anche altrove, in pensieri reconditi, ancora autentici e non divorati dalla folla e dalla fama: queste sono le foto-ritratto di Annie Leibovitz, fotografa statunitense, in mostra con Women: new portraits, dal 9 Settembre fino ad oggi 2 Ottobre a Milano, in via Orobia 15, presso l’omonima fabbrica; dopo esser passata da Città del Messico, Hong Kong, Singapore, San Francisco, Tokyo e Londra.

Il progetto è parte di Women, dato avvio nel 1999, con la scrittrice e intellettuale Susan Sontag, e che ora Annie porta avanti da sola, ponendo in rilievo sempre e solo  donne- celebrità, che con la giustizia, l’arte e gli affari, si sono imposte sulla scena mondiale, dal lato dei potenti.

Si tratta di esaltazione del prestigio e di discriminazione per le donne-guerriero, figlie di nessuno, che si trovano a fronteggiare le numerose frustrazioni della vita quotidiana, le miserie di una povertà divorante, le libertà negate di culture maschiliste?

Annie sembra scegliere diversi stereotipi internazionali, come a dire: “Hey guarda, ha la stessa profondità dei tuoi occhi. La sua identità non è stata calpestata. Perché dovrebbe la tua?”

Quattro file, trentasei ritratti che bisbigliano le stesse parole per discorsi diversi; si scelga una foto per ogni fila, a empatia, a pelle.

jane-goodallJane Goodall, Californiana, ha vissuto per anni con gli scimpanzé, contribuendo a cambiare, con i suoi studi, le odierne conoscenze sul percorso evolutivo.

Dalle forma e consistenza del viso ha lentamente portato via le caratteristiche addizionali dell’essere umano; un genio che sa comunicare con linguaggi altri.

messicana
in foto Andrea Medina Rosas

Messicana, è un’avvocata dei diritti delle donne; comincia la battaglia con il caso Algodonero, un campo di cotone abbandonato, dove le donne venivano torturate e uccise.

Nella foto è lì, in piedi, con occhi di ferro e bocca serrata: perdono e pietà non trovano filtri.

kennedy
in foto Kathleen Kennedy

È la produttrice cinematografica di E.T. L’extraterrestre, Il colore viola, Jurassik Park, Schindler’s List, Star Wars: The force Awakens.

Non un’espressione artificiale sul suo viso, l’orgoglio è l’autorità sono lei e ciò che ha creato.

shrin-neshbat
in foto Shirin Neshat

Artista iraniana i cui soggetti delle sue foto e dei suoi film sono le donne vittime della teocrazia islamica. Il suo primo lungometraggio, Women without men, vinse il Leone d’argento alla miglior regia al Festival di Venezia nel 2009.

Bella, con gli stessi occhi stanchi ma raggianti di volontà delle sue eroine.

Per ognuna di loro, bisognerebbe stilare una descrizione:  l’artista Cindy Sherman, la pediatra Denise Manong, la storica Doris Kearns Goodwin, la nuotatrice Katie Ledecky, l’attivista Malala Yousafzai, il consigliere di stato di Myanmar, Aung San Suu Kyi, ecc, ecc.

Storie, queste, che non smettono di intrecciarsi. Dopo i ritratti, ecco il vestito dismesso di Marian Anderson, l’ultima foto di John Lennon con Yoko Ono, la scrivania di Virginia Woolf.

scrivania-virginia-woolfLa scrivania di Virginia Woolf: parte tutto da qui, dalla consapevolezza della complessità di un genere che deve costantemente capire come far fronte alle pressioni sociali, religiose, politiche, culturali che le sobbalzano davanti di fronte a scelte naturali, per il genere maschile, coraggiose, per quello femminile.

Le donne che lottano per le supreme intelligenza e libertà, alcune sono qui, in via Orobia 15, alcune sono ancora da celebrare.

di Francesca Ielpo inviata a Milano

 © Riproduzione riservata

Guarda anche

L’ARA COM’ERA: Innovativo connubio tra cinema, cultura e tecnologia

Dopo lo strepitoso successo delle programmazioni precedenti – che hanno contato circa 11 mila visitatori …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *