GIOVANNI BARTOCCI E MARCO VENTURA: UN PICCOLO ANGOLO DI ROMA NELL’EAST VILLAGE MANHATTAN

GIOVANNI BARTOCCI E MARCO VENTURA

Oggi vi presentiamo, se ancora non li conosceste, due ragazzi italiani che hanno avuto la capacità di creare un piccolo angolo di Roma nel cuore del quartiere East Village di Manhattan. Il loro ristorante Via Della Pace, è diventato per me e per WEST 46TH MAG un vero punto di ritrovo perché qui ci si sente come a casa. Giovanni e Marco ci raccontano il loro sogno americano…

Giovanni e Marco come vi siete conosciuti?

GIOVANNI. Ci siamo conosciuti qui a New York nel lontano 2008. Marco entrò in uno dei due ristoranti in cui lavoravo, che a quel tempo si chiamava Via Delle Zoccolette, iniziò a lavorare come Bar Back, nonostante in Italia era un affermato Barman sulla Riviera Adriatica dove mescolava liquori e facendo roteare bottiglie come faceva Tom Cruise in Cocktail.  La sua bravura e la sua abnegazione al lavoro hanno subito catturato la mia attenzione e qualche tempo dopo gli proposi di lavorare insieme a me anche a Via Della Pace, che all’epoca era di mio zio. Da li in poi il nostro rapporto lavorativo si e’ trasformato in amicizia, fino ad affrontare un avventura molto grande come rilevare VDP.

Logo VDPCome nasce quindi  il vostro Via Della Pace?

MARCO. VDP nasce nel 2002 dall’idea di “Zio” Pietro Bartocci e un gruppo di italiani che ripresero il nome da Via Della Pace, la famosissima strada dietro Piazza Navona dove “Zio” qualche volta invece di andare a scuola passava parte delle sue mattine a bere cappuccini e mangiare cornetti appena sfornati. Dopo qualche anno dall’apertura Pietro ha proposto a Giovanni di raggiungerlo a New York e lavorare come manager nel suo ristorante. Dopo tanti sacrifici e sudore, nel 2012 siamo riusciti a rilevare come unici soci Via Della Pace da “Zio” Pietro. E siamo ancora qui…

Cosa vi ha spinto a tentare la strada americana?

GIOVANNI. Beh, per quanto mi riguarda gli Stati Uniti erano il next step dopo Londra, dove ha vissuto per circa sei anni lavorando anche per una azienda di birra tra le piu famose del mondo.

MARCO. Giovanni Veniva spesso invitato a trasferirsi a New York dallo zio Pietro Bartocci, ormai residente e cittadino americano da piu di trenta anni. Io invece mi sono trasferito in America sopratutto perchè volevo fare una nuova esperienza lavorativa ma, oltre a conoscere Giovanni come partner di business, qui ho trovato anche la compagna per la vita, la mia dolce metà Susan che ho felicemente sposato pochissimi mesi fa’!

Congratulazioni! Due bellissimi incontri!

VDP THE PLACE TO BE. Secondo voi qual è la formula del vostro successo imprenditoriale, oltre il cibo dai sapori di casa nostra?

GIOVANNI. Onestamente non e’ tutto oro quello che luccica….ci sono circa dodicimila ristoranti nella citta’ di New York e dire che c’e’ competizione e’ poco ma siamo abbastanza conosciuti nella comunita’ italiana e quello che alla fine ci premia e’ la nostra semplicità e autenticità. Sprizziamo italianità da tutti i pori! Musica rigorosamente italiana, in televisione facciamo vedere classici del cinema italiano partendo da Roma Città Aperta, La Dolce Vita, Ladri di Biciclette passando per Il Marchese Del Grillo, Un Americano a Roma e via dicendo fino a Febbre Da Cavallo. Anche la Serie A non manca mai…. A Via Della Pace e spesso si ritrovano tifosi a gustarsi una birra o un espresso fatto come si deve e di solito si finisce con il festeggiare la fine della partita con uno shot di Amaro Del Capo.

Via della PaceLe scorse settimane siete stati coinvolti di riflesso nel crollo delle palazzine nell’Est Village proprio di fronte al vostro ristorante e avete aiutato molte persone. Come avete vissuto quei momenti?


MARCO. Si purtroppo tre settimane fa c’e’ stata l’esplosione che ha colpito East Village in cui sono crollate tre palazzine, due persone hanno perso la vita e tanti hanno perso tutto non solo la casa ma veramente tutto. Otto attività commerciali e posti storici del village purtroppo ora non ci sono piu! Noi siamo stati chiusi di riflesso per cinque giorni e questo ci ha penalizzato, molto sopratutto dopo un inverno freddissimo e molto lungo. Nel nostro piccolo abbiamo provato a dare una mano ai vicini offrendo pasti a chi era stato colpito dal disastro e rifornendo di caffe i tantissimi poliziotti e pompieri che hanno lavorato H24 per tre settimane. Anche noi però siamo stati aiutati, soprattutto da Bernadet Nation del Small Businnes Services e il Nineth Precint che hanno permesso la nostra riapertura nonostante fossimo all’interno della scena del crimine.

Adesso la situazione è tornata alla normalità?

GIOVANNI. Sono stati velocissimi veramente impressionanti, in meno di tre settimane hanno ricuperato le vittime, effettuato le indagini, sgombrato il sito e riaperto la viabilita. A livello visivo la cosa e’ scioccante, quello che per otto anni vedevamo ogni giorno ora non c’è più. Tornare alla normalita sarà un processo lungo ma East Village è forte!

Il tempo libero come lo trascorrete qui a new York?

MARCO. Il tempo libero non è tantissimo quando hai un ristorante e  anche quando non lavori li fisicamente stai facendo qualcosa per il locale. Giovanni si diverte con la sua moto passando da un po di boxe a una partita di calcio, mentre io, da bravo marito, mi diverto a cucinare e affinare le mie doti culinarie.

Vi sentite di aver realizzato il vostro sogno americano?

New York e’ famosissima anche per la sua maratona e noi non abbiamo fatto nemmeno il primo chilometro…la strada e molto molto lunga!

Mi direste un pregio e un difetto dell’Italia e uno degli USA secondo voi?

GIOVANNI. Il pregio dell’Italia è sicuramente l’importanza dei valori della famiglia e degli amici, quindi ti senti davvero a casa, il difetto è che purtroppo non si riesce piu a sognare.

MARCO. Il pregio degli USA e’ sicuramente il sistema ma che a sua volta diventa paradossalmente il suo difetto!

Gli italiani in America riescono molto spesso ad avere il successo che in Italia non avrebbero avuto. Perché questo accade secondo voi?

GIOVANNI. Perché nessuno è profeta in patria sopratutto nella nostra patria, dove purtroppo la meritocrazia è solo un vocabolo di una delle lingue più belle e romantiche al mondo. Noi italiani abbiamo decisamente una marcia in più e se non venissimo soffocati da gerarchie ed oligarchie potremmo essere maestri in tutto! Chef, stilisti, architetti, dottori, musicisti e potrei continuare all’infinito… e’ molto triste pensare che solo all’estero veniamo riconosciuti per ciò che siamo.

Qual è il piatto forte di Via della Pace?

Carbonara e Amatriciana senza ombra di dubbio ma anche il Tiramisù non scherza..pronti a sfidare Pompi, sempre con rispetto, pero secondo noi il vero piatto forte e’ l’autenticità!

Pensate di aprire nuove location in futuro?

Seguiteci su www.viadellapacenyc.com oppure su Facebook…..presto ci saranno sorprese…non molliamo e tiriamo dritto!

di Alessandro Parrello

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