Francis Picabia: dal Kunsthaus Zürich al MoMA per il centenario del Dadaismo

Francis Picabia (French, 1879–1953). Femmes au bull-dog (Women with Bulldog). c. 1941. Oil on board, 41 3/4 x 29 15/16″ (106 x 76 cm). Centre Pompidou, Musée national d’art moderne – Centre de création industrielle, Paris. Purchase from a public sale, 2003. © 2016 Artist Rights Society (ARS), New York/ADAGP, Paris. Photo: © Centre Pompidou, MNAM-CCI/Jean-Claude Planchet/Dist. RMN–Grand Palais/Art Resource, New York.
Francis Picabia (French, 1879–1953). Femmes au bull-dog (Women with Bulldog). c. 1941. Oil on board, 41 3/4 x 29 15/16″ (106 x 76 cm). Centre Pompidou, Musée national d’art moderne – Centre de création industrielle, Paris. Purchase from a public sale, 2003. © 2016 Artist Rights Society (ARS), New York/ADAGP, Paris. Photo: © Centre Pompidou, MNAM-CCI/Jean-Claude Planchet/Dist. RMN–Grand Palais/Art Resource, New York.

Lo scorso 25 settembre -dopo sei anni di lavoro- si è conclusa a Zurigo la mostra dedicata alle opere dell’artista francese Francis Picabia, durata un’intera estate e realizzata per omaggiare e festeggiare i cento anni del movimento Dada.

L’esposizione ‘itinerante’ nasce in collaborazione con il Museum of Modern Art di New York, dove si è trasferita il 20 novembre.

“Our Heads Are Round so Our Thoughts Can Change Direction” è il noto aforisma di Picabia e il titolo di questa retrospettiva a lui dedicata, la prima grande mostra del pittore negli Stati Uniti dal 1970 che comprende non soltanto le famose opere cubiste e le collaborazioni con gli amici Marcel Duchamp e Man Ray, ma anche i suoi erotici e politicamente contestati dipinti degli anni Trenta e Quaranta raffiguranti ribelli ragazze pin-up.

francis-picabiaFrancis Picabia è, in effetti, uno dei più controversi e sfuggenti artisti del Diciannovesimo secolo. Nato a Parigi nel 1879, nonostante la famiglia benestante (padre diplomatico cubano e mamma discendente da una ricca stirpe di mercanti francesi, morta quando lui aveva sette anni), l’artista ha sempre cercato di evitare qualsiasi stile o imposizione rifiutando puntualmente distinzioni di generi e di “-ismi” passando dalla pittura, alla poesia, all’editoria, sfidando i fondamenti dell’arte moderna con autocritica e con un feroce senso dell’humour.

Nella mostra, la curatrice del Kunsthaus Zürich insieme ad Anne Umland (amministratrice del MoMA), danno riscontro di tale personalità multipla; in effetti, anche se Francis Picabia è conosciuto come uno dei leader del movimento Dada (era inoltre un amico intimo di Tristan Tzara), la sua ‘carriera’ spazia dall’Impressionismo, al Cubismo, dal Realismo fotografico ad opere cinematografiche e teatrali: riviste d’avanguardia, aforismi, saggi e testi illustrati di eccezionale portata innovativa.

Perché Picabia ha sempre fuggito gli schemi.

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Al MoMA l’esposizione vanta circa 200 opere d’arte e documenti provenienti anche da collezioni private. Sono presenti i famosi quadri “meccanomorfi” (prodotti nella sua fase Dada) che compongono il suo più celebre gruppo di opere ma anche -raggruppati in apposite sezioni- lavori più particolari, su stereotipate donne spagnole o nudi ispirati a foto di giornali porno e scandalistici.

Assolutamente da non perdere sono la presentazione del famoso balletto “Relâche”, creato da Picabia nel 1924, con i ballerini del Balletto Svedese e le musiche di Erik Satie, e la proiezione dell’eccentrico film “Entr’ace” scritto dall’artista e diretto da René Clair.

Insomma, se vi trovate a New York fino al 19 marzo 2017 fate un salto al MoMA, per onorare il ‘dimenticato’ Francis Picabia; il complesso della sua produzione vi riserverà non poche sorprese.

https://www.moma.org/calendar/exhibitions/1670?locale=it

di Valeria Campana

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