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Formula Uno: il mondiale di Rosberg, l’ex “raccomandato”

rosbergAd Abu Dhabi l’alba di una nuova carriera. Nico Rosberg centra l’obiettivo prefissato, segue la scia di Lewis Hamilton per tutto il Gran Premio e si laurea campione del mondo. Il tedesco ha scelto la strategia che ha caratterizzato gli ultimi Gp: evitare di sbattersi per primeggiare con il compagno di squadra Hamilton e portare a casa la posta che contava davvero.

Tanto gli bastava per diventare il nuovo riferimento di una Formula Uno che non riesce più ad emozionare come una volta, ma che si trascina ancora dietro una quantità smisurata di appassionati. Quello di Rosberg è un mondiale speciale; il pilota nato a Wiesbaden trentuno anni fa si prende una rivincita su tante persone, e innanzitutto su se stesso.

Stretto negli ultimi anni dalla leadership acclarata di Hamilton nel box, il campione è un talento cristallino, un personaggio estremamente mediatico e capace di attirare su di sé la maggior parte dei fan e della stampa che gravitano attorno all’universo motori. Le ha prese dall’inglese con regolarità svizzera fino allo scorso anno, perdendo anche diversi corpo a corpo in pista, ma ora l’equilibrio all’interno della scuderia Mercedes può cambiare: la bilancia pende un po’ meno dalla parte dell’inglese. C’è poi una rivincita piena nei confronti della chiacchiera da bar, quella che ha sempre accompagnato la sua vita sportiva: “Nico Rosberg è un raccomandato figlio di papà”; lo pensavano in molti, e in molti forse ancora lo pensano.

Nico infatti è tedesco di passaporto, ma erede di Keke campione nel 1982 e finlandese di nascita, e quest’anno si laurea campione perché è stato sempre veloce e costante, di certo non per grazia ricevuta. Ma nell’economia del mondiale pesano anche e soprattutto gli errori in partenza di Hamilton, oltre ai guai meccanici che hanno tradito l’inglese in più di un’occasione.

Rosberg iridato è il trionfo della normalità, quella di un campione che ama la famiglia e adora passare il tempo libero con la moglie e la figlia, mentre Hamilton si atteggia a star hollywoodiana, fra copertine di magazine di moda e flirt con Rihanna e Nicole Scherzinger. Due fenomeni diversi, ma vicinissimi in classifica.

E la Ferrari? Il podio last minute di Sebastian Vettel non cancella un’altra stagione da “vorrei ma non posso”. Un’annata da dimenticare che deve dare la sveglia ai vertici del Cavallino. Urge il ritorno immediato alla competitività. Ne hanno bisogno i milioni di tifosi della Rossa di tutto il mondo, ne ha terribilmente bisogno la Formula Uno.

di Pierluigi Cascianelli

 

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