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Editoriale Giugno: New York “tra” strade e pensieri

FullSizeRenderA New York tutti corrono. Sempre, ovunque, in ogni direzione. Ma se vuoi arrivare da qualche parte o provi a chiedere un indirizzo, anche dando le coordinate al tassista, ti rendi conto che qua le strade spesso non hanno un nome, ma esprimono numeri e sensi ( west, est, sud, nord) come una mappa alla ricerca di un centro che spesso sta nel mezzo. <<Devo arrivare sulla  46esima>> e lui <<TRA? between ?? !!>> e tu <<Che significa? Nel mezzo di cosa? Tra cosa? >>.
Foto editoriale giugnoEsatto: nella sua  vaghezza, in un TRA, una città caotica trova la sua precisone eppure esprime il suo concetto di perfezione nella sua indeterminata semplicità. Nello specificare questo – TRA cosa – ti ritrovi esattamente nel mezzo. E per uscirne devi essere piu esatto possibile. Ecco New York è l’ emblema di  questo concetto di vita cosi vago eppure determinato che permette di essere al centro, TRA varie alternative, strade, scelte, direzioni. Questo ” tra” determina tutto: tra sogno e realtà, tra vanagloria e  modestia, tra arroganza e umiltà, tra ovvietà  e banalità, tra ricchezza e povertà, tra bellezza e squallore, tra tra pulizia e sporcizia, tra neri e bianchi, tra male e bene, tra disapprovazione e consenso, tra semplicità e difficoltà.
Si dipingono cosi un pó  tutti i colori dei paradossi americani e dando voce a quella pluralità di diversità di cui si compone e in cui inevitabilmente, ed un po confuso, sei costretto a far chiarezza. <<Sulla 46 dove esattamente?>> Insiste il tassista. Ed io sono costretto ad esprimermi, nel Paese simbolo della libertà di espressione, rispondendo con poca approssimazione: <<tra la ottava e nona Sir>>.
Ma New York mi impone di essere chiaro e determinato se voglio arrivare  esattamente dove voglio dirigermi. Ed è qui che rifletto: in questo mare di libertà e precisione, tra eleganza e grossolanità, tra aspettative e delusioni, tra meraviglia e disincanto, tra realtà e fanstasia, capisco che possiamo prenderci il lusso di sognare ma, alla fine della giornata, dobbiamo essere abbastanza precisi, convinti e concreti da esprimere una scelta – la più attenta possibile – perchè se restiamo nel mezzo e ci facciamo cogliere da dubbi, il tassista ci mollerà in un punto approssimativo e la 46esima è lunga…e rischiamo di perderci!
A voi, le conclusioni.
 

di Alessandro Parrello

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Un commento

  1. Ho vissuto tre mesi a New York. Bellissimo pensiero che rende esattamente l’idea. Bravo!

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