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Banksy apre il The Walled Off Hotel in Palestina

La stanza di Bansky

«Il Governo israeliano sta costruendo un muro che circonda i territori palestinesi occupati. Si erge in altezza tre volte più del Muro di Berlino, e alla fine si estenderà per più di 700 Km – la distanza tra Londra e Zurigo. Il Muro è illegale per il diritto internazionale e fondamentalmente trasforma la Palestina nella più grande prigione a cielo aperto del mondo. Ma la rende anche la destinazione ideale per gli street-artist.” Banksy, 2005.

Il 20 marzo aprirà al pubblico il Walled Off Hotel di Betlemme, Cisgiordania, ma le prenotazioni saranno possibili già dal giorno 11. L’albergo Murato, voluto e finanziato dal noto street-artist Banksy, mette a disposizione degli ospiti 10 stanze, tutte con affaccio sul muro in calcestruzzo alto 9 metri che Israele ha iniziato a costruire nel 2002 per separare le terre occupate dal resto della Palestina. Alcune stanze guardano al di là dei grigi lastroni per permettere allo sguardo di arrivare fino alla torretta di controllo e a un insediamento israeliano, illegale secondo il diritto internazionale. Nonostante la dichiarazione del management – l’albergo con la peggiore vista al mondo –, le aspettative sul numero di ospiti che negli anni vorranno visitare il Wallet Off sono alte, e la speranza è che tutti possano aprire gli occhi su un conflitto dai dettagli appositamente sfocati e quasi mai chiaramente spiegati dai media mainstream.

Muro di separazione, Betlemme (Giorgia Scialanga, west46thmag)

Invito chiunque a venirci a trovare. Spero che anche gli israeliani verranno a farci visita,” afferma il manager Wisam Salsah. “Per loro sarebbe una grande opportunità per vedere con i loro occhi questa meravigliosa arte e per capire l’impatto che ha il Muro sulla vita dei palestinesi.”

Come si legge sul sito dell’albergo, i prezzi delle camere partono da $30 a notte, circa 35€, e si potrà scegliere se alloggiare nelle stanze Budget, con letti a castello presi da una vecchia caserma israeliana abbandonata, le stanze Artist, che ospitano le opere di Banksy, Sami Musa e Dominique Petrin, le stanze Scenic con la miglior vista sul Muro di separazione, o la stanza Presidential, la suite dotata di tutto ciò di cui un capo di stato corrotto necessita.

Nell’albergo c’è anche un museo che ospiterà mostre internazionali dedicate a giovani artisti palestinesi. All’ingresso del museo si trova una statua a grandezza naturale dell’ex ministro degli Esteri britannico, Lord Arthur Balfour, firmatario dell’omonima Dichiarazione che nel 1917 sancisce l’appoggio dell’Impero Britannico alla costituzione di un focolare nazionale per il popolo ebraico e che viene ricordata come la prima vittoria del movimento sionista; da quel momento in poi il movimento avrà libertà di ingresso e di uscita dai territori palestinesi, e inizierà ad attuare la politica di espropri e occupazioni che hanno dato vita allo Stato israeliano.

È passato esattamente un secolo da quando la Gran Bretagna ha preso il controllo della Palestina e ha iniziato la sua riorganizzazione, con risultati catastrofici. Non so perché, ma sentivo che era un buon momento per promuovere una riflessione su ciò che è accaduto in seguito a una decisione politica enorme come quella, senza comprenderne appieno le conseguenze.” ha dichiarato Banksy in un comunicato stampa all’apertura dell’albergo.

Flower Thrower (Giorgia Scialanga, west46thmag)

Non è la prima volta che Banksy costringe i media a puntare i riflettori sulle controverse vicende che coinvolgono la Palestina. Tra il 2005 e il 2007 lo street-artist ha lasciato più di una volta la sua impronta sul Muro di segregazione, e in quegli stessi anni in occasione della ricorrenza del parere della Corte internazionale di giustizia contro la barriera israeliana, ha avviato con l’associazione Picture on Walls e con il coinvolgimento di artisti palestinesi il progetto Santa’s Ghetto. La manifestazione ha coinvolto 14 artisti di strada che hanno dipinto la parte di muro che separa la città di Betlemme da Gerusalemme Est suscitando le reazioni più disparate; emblematica la reazione del palestinese che ha invitato gli artisti ad andarsene perché non voleva che quel muro tanto odiato diventasse bello. 

Certamente non saranno le bombolette spray o i graffiti sulle pareti del Walled Off Hotel a impedire al governo israeliano di proseguire con la sua politica di occupazione che perpetra ormai da oltre 100 anni, ma in un momento storico come questo in cui il concetto di Muro di separazione tra culture diverse è tornato di moda, l’attenzione mediatica che suscitano le azioni di un’artista impegnato come Banksy è un’arma potente e imprescindibile per diffondere conoscenza.

di Giorgia Scialanga

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