Anna Foglietta: L’Italia è un luogo di ispirazione per il cinema americano

Anna Foglietta

Lo scorso 2 aprile in una splendida giornata primaverile romana, in occasione dell’inaugurazione della nuova stagione del parco di divertimenti Cinecittà World, abbiamo incontrato la splendida e talentuosa attrice Anna Foglietta, in relax con i suoi tre figli piccoli. Protagonista di molti successi televisivi quali Distretto di Polizia e cinematografici tra cui l’ultimo Noi e la Giulia, di Edoardo Leo, Anna oggi è una delle attrici di punta del cinema italiano e risponde con estrema simpatia alle nostre domande, in una piacevole atmosfera accompagnata da una leggera melodia a base di pianoforte.

Ciao Anna, è la prima volta che vieni a Cinecittà World?

Ciao, si è la prima volta ma già respiro un’aria magica perché ritrovo tante cose di Cinecittà però in maniera più ludica. Ogni volta che entro a Cinecittà Studios sento sempre una certa responsabilità legata al lavoro, mentre qui invece riesco a godermi la giornata esplorando con i miei figli le divertenti attrazioni del parco.

Assieme a Cinecittà World in questo momento Cinecittà Studios sta ospitando delle importanti produzioni americane. Che percezione hai dell’Italia da un punto di vista internazionale?

Dunque credo che l’Italia sia sempre un luogo di prima accoglienza e di ispirazione per il cinema americano, non è un caso che le produzioni americane continuino a venire qui per girare le loro storie, perché comunque questa è una terra incredibile che racchiude in se tante bellezze così diverse tra loro. Pensa ho letto un articolo tempo fa su un giornale americano il cui titolo ironicamente diceva “39 buoni motivi per non venire in Italia”, poi invece la giornalista mostrava delle foto incredibili del nostro Paese, a dimostrazione del fatto che noi abbiamo dei luoghi e degli ambienti, per natura, cultura e storia, che sono di ispirazione per il mondo e quindi, di conseguenza, anche per il cinema. Noi per gli americani saremo sempre un luogo magico.

Anna Foglietta 2In Tutta colpa di Freud, di Paolo Genovese, eri l’unica attrice protagonista ad aver girato a New York. Mi racconti che effetto ti ha fatto?

Guarda, mio marito Polo mi ha chiesto di sposarlo li, quindi per me New York è la città in cui tutto ha avuto inizio, da un punto di vista familiare. E’ una città magica! Trovo e confermo che New York sia la città più bella del mondo perché appena arrivi ti da sempre la sensazione di una certa familiarità, come se fossi a casa. E’ accogliente e hai la percezione che li tutto può succedere e davvero nel definirla ‘la città che non dorme mai’ (The City That Never Sleeps) hanno ragione! Quella città mi da sempre una energia e una positività pazzesca! A New York mi sono sempre divertita come una pazza e pensa che tra le riprese e il tempo che trascorrevo con mio marito e mia figlia di sette mesi,  vivevo 24 ore su 24 senza essere mai stanca ed ero felicissima! Poi anche isterica! (ride). Adoro New York!

Del cinema Americano e degli USA cosa ne pensi?

Il cinema Americano è una macchina quasi perfetta perché lì non solo c’è lo Star System che continua a tener banco, ma va forte anche il cinema indipendente che fidelizza una vastissima parte di spettatori, specie se un regista come Darren Aronofski realizza film Low Budget meravigliosi che nulla hanno da invidiare ai grandi block busters. Per quello e non solo, l’America resta sempre un grande Paese, seppur molto contradditorio. Inoltre ho avuto l’opportunità di girare gli Stati Uniti in maniera più approfondita anche grazie al film dei Vanzina Mai Stati Uniti, dove abbiamo esplorato il Sud Dakota, lo Youtah, l’Ariziona e il Colorado, scoprendo posti incantevoli e vedendo anche da vicino come vivono le persone nel centro America, che poi sono il vero cuore del Paese.  Posso dire di conoscerla abbastanza e a me piace davvero tanto!

Prossimi progetti dove ti vedremo?

Dunque ora sto vagliando molto bene perché come potrai immaginare tre figli non sono più due quindi è già un lavoro quello. Adesso quindi la mia priorità è quella di consolidare il loro equilibrio e poi, quando mi sarò resa conto che i miei figli stanno bene, starò bene anch’io e sarò pronta per tornare a recitare.

Anna Foglietta 3Il tuo progetto adesso quindi è la mamma a tempo pieno.

Si! Ma più che mamma a tempo pieno è capire quali sono le esigenze di tutta la mia famiglia, non solo dei miei figli ma anche di mio marito e delle persone che mi sostengono,  mi aiutano e fanno si che questo lavoro possa essere più longevo possibile!

Anna grazie mille!

Grazie a te!

di Alessandro Parrello

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