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Alexo Wandael
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ALEXO WANDAEL E I RITRATTI DI UNA ITALIA CORAGGIOSA A NEW YORK

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Oggi in una mite giornata primaverile sono in un simpatico Coffee Shop nel west village (New York City) in compagnia di uno straordinario artista italiano, Alexo Wandael, un fotografo per essere precisi, al quale ho chiesto, dopo averne apprezzato I suoi lavori, di raccontarci il percorso che dalla sua citta’ natale Bolzano, lo ha portanto ormai da molti anni qui a New York per seguire la sua grande passione attraverso la quale racconta, con dei meravigliosi ritratti, I volti di un’Italia coraggiosa che cerca la sua fortuna qui nel Nuovo Mondo.

Alexo WandaelAlexo, che cosa ti ha spinto a venire negli USA  a suo tempo?
Ho studiato architettura a Ferrara, poi mi sono trasferito a Berlino dove ho lavorato per tre anni come architetto, poi dopo una piccola esperienza di tre mesi a Los Angeles, nel 2000 all’eta’ di 27 anni, sono venuto a New York  e anche qui ho iniziato a lavorare come architetto per sette anni, ma sempre con la passione della fotografia e quindi ho deciso di intraprendere solamente il percorso della fotografia in moda e fine art, quindi mostre ed esibizioni in galleria.

La fotografia cosa rappresenta per te?
La fotografia e’ stata proprio la chiave per scappare via dall’architettura, quindi una riconnessione con il rapporto umano con altre persone e il non dover essere tutto il giorno chiuso in un cubo. E’ stata proprio una fuga dal mondo freddo e noioso dell’ufficio dell’architettura.

Wandael_1So che sei un appassionato viaggiatore e hai anche fatto un bel giro in moto per l’America un paio di anni fa. Mi racconti un po’ quella esperienza e cosa ti ha lasciato?
E’ stata una esperienza bellissima e indimenticabile percorrere per 29 giorni da solo in moto un viaggio di sola andata, da New York a San Francisco all’insegna della scoperta dell’America “inside”, ossia non l’America moderna delle coste che conosciamo tutti, bensi’ del lato piu vero e piu diffuso, forse un po’ piu provinciale ma con degli spazi immensi e scorci sugestivi.

Una esperienza che mi ha fatto molto crescere perche’ ho potuto contare solo su me stesso anche in momenti difficili in cui ho anche avuto paura di non farcela, come quando ho dovuto attraversare il deserto alle 2 di pomeriggio in Arizona guidando per oltre un’ora a temperature elevatissime, oppure passare sotto un improvviso violento temporale, senza alcuna protezione, con il rischio della grandine in testa.

Tra tutti i posti pazzeschi che ho visitato, mi sono piaciuti molto lo Yutah e l’Arizona che sono zone incredibili e immense, che mettono pace, ma come feeling forse il Wayoming mi e’ rimasto dentro perche’ ancora oggi sembra di essere nel far west, dove la gente porta grandi cappelli e stivali da cowboy, con le pistole attaccate alla cintura. Le persone che incontravo erano incuriosite e incredule che stessi davvero venendo da New York su quella moto.

Viaggiare e’ una delle ricchezze maggiori di cui un uomo possa far tesoro.

Wandael_2Che idea hai del concetto della liberta’ dell’uomo?
La liberta’ oggi e’ piuttosto limitata. Sto leggendo in questi giorni un libro di Seneca il giovane che si chiama De Brevitate Vitae e il tempo, che e’ la cosa piu importante che un essere umano puo’ avere, coincide proprio con la liberta’ e oggi purtroppo gli uomini non sono liberi. C’e’ molto individualismo e quasi tutti, ricchi o meno, vivono per lavorare e per mantenere il tenore di vita che si sono ritagliati, spesso al di sopra delle loro possibilita’. Troppo spesso si diventa schiavi e non piu liberi. Inoltre I social media ci hanno reso ancora piu soli e dipendenti e se da una parte sono utili, dall’altra se ne fa un abuso al punto da sembrare che tutto dipenda dall’apparire o meno e questa non e’ liberta’.

Mi racconti cos’e’ e come nasce il progetto ITALIANY?
Il progetto ITALIANY nasce dalla volonta’ di parlare di questa fuga dei talenti dall’Italia e quindi parte proprio dal fatto che avevo gia fotografato degli italiani qui a New York quali Roberto Bolle, Jennifer Missoni e altri personaggi talentuosi. Ho deciso quindi di dare vita a questo progetto parlando di tutti quegli Italiani che hanno questo atto di coraggio di lasciare l’italia, il comfort familiar e gli amici per venire in America e rischiare e mettersi in gioco per cercare di seguire I propri sogni.

Chi sono I tuoi ITALIANY?
Questa e’ stata la parte interessante perche’ ho cercato di dare uno spaccato a 360 gradi della societa’, dagli artisti, alla cucina, agli avvocati a dottori a banchieri senza fossilizzarmi solo su alcune categorie o su alcune tipologie tipo le persone che hanno avuto piu successo o quelle piu famose. E’ il ritratto di un’italia che con coraggio si rimbocca le maniche per migliorarsi. Anche se poi non tutti riescono nell’impresa, rimane sempre comunque l’atto di coraggio come nucleo di questi ritratti.

I miei italiaNY sono un po’ dei capitani coraggiosi.

New_YorkDal 1 aprile qui a New York aprira’ anche la tua mostra REVEALING MUSES WANDAEL presso Lilac Gallery Fifth Avenue.  Mi racconti di questo progetto?
Si tratta di un progetto interessante ed e’ nato quando sono entrato in contatto con i curatori di questa galleria, la Lilac Gallery e loro sono rimasti affascinati da alcuni miei progetti e hanno deciso, coraggiosamente, di metterne insieme tre diversi ma con delle line guida similari e quindi adesso vedremo come verra’ percepita dal pubblico. Nel dettaglio ci sara’ un progetto sui veli, poi un altro che si chiama High Muse, che avevo realizzato nei primi anni 2000 sui manichini e un altro che risale al 2010 che si chiama Light Emphasis, ossia fotografie dove c’e’ un grande uso del bianco e dello spazio negativo nelle fotografie. La mostra sara’ in pratica un piccolo viaggio retrospettivo nel mio mondo fotografico, soprattutto per la parte fine art e sara’ aperta fino al 30 aprile.

Alexo WandaelIl tuo nome d’arte suona molto bene, seppur non propriamente italiano. Come nasce?
(Ride) Ti ringrazio per avermelo chiesto. Allora il mio vero nome e’ italianissimo, Alessandro Cacopardo e il mio nome d’arte e’ una composizione di due nomi: Alexo e Wandael, che deriva dal nome di mia nonna Wanda, con la quale sono cresciuto.  Quando lei e’ venuta a mancare, ossia nel periodo della mia transizione dall’architettura alla fotografia, ho deciso di farle un tributo mettendo il suo nome come mio cognome, poiche’ ho sempre pensato che lei sarebbe diventata il mio angelo custode, aggiungendo EL perche’ in quel momento stavo leggendo un libro sugli angeli che spiegava come tutti gli angeli hanno il nome che finisce in EL e quindi, sono diventato WANDAEL.

Alessandro invece e’ diventato ALEXO perche’ era il nome con il quale mi firmavo sempre quando ero all’universita’.

Qual’e’ secondo te un ingrediente importante per avere successo negli USA?
La perseveranza e sicuramente il sapersi adeguare a varie situazioni non sempre facili perche’ gli USA e New York in particolare, ti mettono sempre a dura prova e se si persevera con grande spirito di adattamento, credo che si abbiano delle buone chances di successo. Su questo inoltre noi italiani e gli europei in genere, abbiamo una marcia in piu’, dovuta anche al nostro background.

Wandael_4Secondo te perche’ allora gli italiani qui riescono a fare successo laddove nel Bel Paese non sono riusciti, pur facendo esattamente la stessa cosa?
Questa e’ una bella domanda! Direi che qui la meritocrazia influisce molto e credo che sia quella che distingue questo paese dal nostro, che e’ tutt’ora molto cristallizzato in cui bisogna necessariamente essere molto connessi per poter realizzare delle cose importanti. Invece qui anche se non hai le connessioni, ma delle grandi idee e voglia di lavorare, puoi riuscire a fartele velocemente e dimostrare il tuo valore.

Bingo! Allora per chiudere, I tuoi prossimi impegni al di la della mostra dove ti porteranno?
Domani parto per Los Angeles per scattare la terza parte di ITALIANY poi torno a qui a New York per l’opening della mostra e poi da Maggio mi dedico alla mostra di ITALIANY a Los Angeles e al relativo libro, che racchiudera’ tutti gli scatti di New York, LA, Miami e che vorrei far uscire il prossimo anno.

Ottimo, allora ti faccio un grande in bocca al lupo!
Grazie e crepi e in bocca al lupo a te per questo nuovo magazine!

Crepi!

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