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Al MoMa di New York, esposti 111 capi “iconici” per indagare se la moda sia moderna

Le maglie della linea “God Save the Queen” firmata da Jamie Reid, Vivienne Westwood e Malcolm McLaren nel 1977 saranno esposte nella mostra

Il 1° Ottobre è stata inaugurata al MoMA di New York la mostra intitolata “Items: Is Fashion Modern?”, la seconda nella storia di questo grande polo espositivo incentrata sul tema della moda dopo “Are Clothes Modern?” del 1944 curata dall’architetto e designer Bernard Rudofsky. 111 capi d’abbigliamento sono stati selezionati dalle organizzatrici Paola Antonelli e Michelle Millar Fisher tra quelli che hanno simboleggiato e rispecchiato i cambiamenti degli ultimi due secoli e continuano ancora oggi a essere indossati e acquistati. Alcuni esempi sono i “mitici” jeans Levi’s 501, l’orologio Casio, la semplice t-shirt bianca, oltre ad accessori e oggetti con origini più antiche come una kippah, una kefiah e un girocollo di pelle. Si scoprirà anche qualche interessante aneddoto legato alla Birkin, la borsa famosissima prodotta da Hermès, che viene realizzata interamente a mano e che è stata dedicata all’attrice inglese Jane Birkin. La stessa attrice avrebbe raccontato alla giornalista di moda Dana Thomas di quando durante un volo da Parigi a Londra nel 1981 fece cadere la sua borsa rovesciandone il contenuto. Accanto a lei era seduto Jean-Louis Dumas, allora CEO di Hermès; i due cominciarono a discutere della necessità di avere una tasca interna alla borsa e finirono per progettare un modello che rispettasse queste esigenze: fu così che nacque la Birkin.

Si potrà anche acquistare il catalogo della mostra, che analizza i singoli oggetti raccontando nel dettaglio come sono stati progettati, realizzati e distribuiti. Non si fa riferimento particolare, quindi, ai designer e agli stilisti che li hanno creati ma ci si concentra sulle connessioni e le relazioni tra l’abbigliamento e la cultura, l’estetica, la funzionalità, la politica, l’economia e la tecnologia.

Durante la presentazione della mostra con il direttore del MoMA Glenn D. Lowry, la curatrice Antonelli ha spiegato il perché del titolo: «Con il gruppo dei curatori ci siamo concentrati nel cercare un titolo molto forte e di una sola parola. “Oggetti” (items) è piaciuto subito al gruppo di esperti di moda a cui abbiamo sottoposto i vari titoli possibili. Il sottotitolo, is fashion modern?, lo abbiamo invece scelto per due ragioni: innanzitutto perché volevamo si capisse il tema, la moda, e secondariamente perché volevamo creare un collegamento con l’unica altra mostra di moda esposta al MoMA, il cui titolo era Are Clothes Modern?».

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